giovedì 7 settembre 2017
MERCOLEDÌ 6 SETTEMBRE 2017
TRASPORTO EQUIDI. LE NOVITA' SUL MODELLO 4 ELETTRONICO
In merito alle procedure da adottare per il trasporto degli equidi di cui al D.M. 28 giugno 2016 recante Modifica dell’allegato IV del DPR 317/1996 forniamo ulteriori chiarimenti sulla base anche della indicazioni operative fornite dal Ministero. Il modello 4 elettronico rappresenta l’evoluzione elettronica del vecchio modello cartaceo per il trasporto di animali da reddito. (Mod.4_0020102-01_09_2017-DGSAF).
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OGGETTO: Decreto ministeriale 28 giugno 2016 – Modello 4 informatizzato. Indicazioni operative
Il decreto ministeriale 28 giugno 2016 “Modifica dell’allegato IV del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1996, n. 317, recante: «Regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva 92/102/CEE, relativa all’identificazione e alla registrazione degli animali” all’articolo 2 prevede che a partire da 12 mesi dalla data di pubblicazione del decreto la compilazione del modello 4 è effettuata esclusivamente in modalità informatica. Considerato che il decreto di cui trattasi è stato pubblicato il 2 settembre 2016 si conferma che dal 2 settembre 2017 la compilazione del modello 4 dovrà essere effettuata esclusivamente in modalità informatica.
Premesso quanto sopra, si invitano le Autorità e le Organizzazioni in indirizzo a porre in essere ogni azione ritenuta utile al fine di facilitare ed accompagnare l’adempimento di tale obbligo ricordando che l’informatizzazione del modello 4 rappresenta uno degli obiettivi di semplificazione adottati dal Governo in materia di sanità veterinaria e sicurezza alimentare con l’Agenda per la semplificazione 2015/2017.
Si ricorda inoltre che, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, le aziende site in zone di cui sia accertata la mancanza di copertura di rete (fissa/mobile), fino all’adeguamento tecnologico necessario, sono esentate dalla compilazione in modalità informatica del modello 4. A tal proposito si sollecitano le Regioni e Provincie autonome a predisporre, rendere pubblico e mantenere aggiornato l’elenco di dette zone. In mancanza di detto elenco sarà ritenuta valida un’apposita dichiarazione ai sensi del DPR 445/2000 sottoscritta dal proprietario o detentore degli animali che sono movimentati.
Si precisa che l’obbligo di compilazione elettronica del modello 4 non si applica per le specie di cui non esiste ancora un’anagrafe informatizzata (lagomorfi, chiocciole, ungulati selvatici allevati ad eccezione dei cinghiali) né per quelle specie per le quali la funzionalità informatica per la compilazione del modello 4 è ancora in fase di predisposizione (animali d’acquacoltura).
Si ricorda che per l’anagrafe apistica la compilazione informatizzata dell’Allegato C ha la stessa valenza della compilazione informatizzata del modello 4.
Per quanto riguarda l’esigenza di modificare alcuni elementi inseriti nel modello 4 (numero animali, codici animali, dati trasportatore) si fa presente che tali dati possono essere modificati sulla copia cartacea che accompagna gli animali e che l’aggiornamento del dato modificato deve essere fatto nel sistema all’atto della registrazione della movimentazione. Infatti è solo il dato della movimentazione che viene considerato per l’aggiornamento della consistenza dell’allevamento. In questo caso quindi in BDN ci sarà un dato discordante tra modello 4 e movimentazione registrata, cosa di cui il sistema comunque darà evidenza. In un secondo momento sarà predisposta la funzione per modificare anche il dato del modello 4.
Per quanto riguarda la compilazione degli allegati previsti ad esempio dalle ICA (elenco animali con i trattamenti, etc), al fine di venire incontro ad alcune richieste avanzate dalle Associazioni di categoria ed in fase di prima applicazione, si rende noto che si sta predisponendo una funzionalità specifica che consentirà, in alternativa alla compilazione diretta nel sistema, di allegare un file pdf recuperabile dalla documentazione disponibile in azienda ovvero dagli applicativi gestionali in uso alle aziende stesse. Il Centro Servizi Nazionale dell’Anagrafe zootecnica dell’IZSAM sta mettendo a punto un’apposita app, a breve utilizzabile tramite smartphone o tablet, che consentirà di compilare il modello 4 anche direttamente in allevamento e senza l’ausilio di un computer. Si sottolinea la necessità di dotarsi di Carta Nazionale dei Servizi per l’attivazione di tale app.
Per quanto riguarda i trasportatori, il CSN sta predisponendo un apposito ruolo in BDN: per l’accesso a detto ruolo il trasportatore (o la relativa impresa) dovrà essere registrato nell’anagrafe dei trasportatori presente nel SINVSA. Al riguardo si invitano le Regioni e le Province autonome ad accelerare l’implementazione di detta anagrafe.
Per quanto riguarda le regole di validazione del modello 4, che attualmente prevedono che tutti i movimenti da vita siano autorizzati dal Servizio Veterinario mentre tutti quelli da macello sono validati automaticamente dal sistema (fatte salve le eventuali misure sanitarie adottate a seguito di provvedimenti di Polizia veterinaria), si informa che sono in fase di completamento nuove regole di validazione che tengano conto dello status sanitario del territorio al fine di consentire la validazione automatica, a determinate condizioni, anche per le movimentazioni da vita.
Si ricorda che nella sezione INFO della BDN dell’anagrafe zootecnica, nella parte MANUALI DI UTILIZZO DELL’APPLICATIVO è possibile scaricare il MANUALE DOCUMENTO DI ACCOMPAGNAMENTO INFORMATIZZATO alla cui lettura si rimanda per i dettagli tecnici riguardanti la funzionalità informatica.
Infine si invitano le Autorità in indirizzo impegnate in attività di controllo a voler tenere in considerazione, nel corso della fase di prima applicazione dell’obbligo, di tutte quelle situazioni di forza maggiore, di urgenza e/o emergenza, di rischio per il benessere e la sanità animale e la salute pubblica che potrebbero ostacolare o non consentire la compilazione informatizzata del modello 4.
Nel raccomandare la massima diffusione della presente si ringrazia per l’attenzione e si rimane a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento.
IL DIRETTORE GENERALE
*F.to Silvio Borrello
ARTICOLO COMPLETO SIVELP
venerdì 1 settembre 2017
LaIFF-FederFauna a Comunita' Islamica: Buona Festa del Sacrificio
31 Agosto 2017Stampa
Nell'occasione delle celebrazioni della Festa del Sacrificio, Aid Al Adha, LaIFF-FederFauna (Lavoratori Immigrati FederFauna), a nome di tutta la Confederazione, porge i piu' sinceri e cordiali auguri a tutti i membri della Comunita' Islamica Italiana.
Come ogni anno gli animalisti non hanno perso l'occasione di cavalcare il tema della macellazione rituale per instillare ed alimentare l'odio tra gli Uomini.
A costoro ricordiamo:
1) nemmeno noi ci cibiamo di animali morti: la carne proviene tutta da animali appositamente uccisi e macellati;
2) fino a pochissimi anni fa anche nelle nostre campagne si macellavano gli animali senza stordimento (si pensi ad esempio al "rito del maiale");
3) il taglio delle arterie carotidi sospende immediatamente la maggior parte del flusso cerebrale e per la perdita di coscienza, che rende impossibile la sensazione del dolore, e' sufficiente che la perdita di flusso cerebrale sia del 50%;
4) sapere esattamente da dove viene il cibo che mangiamo accresce il rispetto per esso;
5) la Festa del Sacrificio e' una festa di fratellanza: l'animale sacrificato non viene sprecato, anzi, la carne viene divisa preferibilmente in tre parti uguali: una viene consumata subito dalla famiglia, la seconda va conservata e consumata successivamente, mentre la terza va distribuita ai poveri della comunita' che non hanno i mezzi per acquistarla;
6) l'articolo 13 del Trattato di Lisbona dice che "l'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale";
7) si trova anche nella Religione Cristiana l'episodio della richiesta di Dio ad Abramo di sacrificare il proprio figlio, poi sostituito da un ariete su indicazione dell'Angelo, al quale e' dedicata appunto la Festa del Sacrificio. La Festa quindi potrebbe essere una splendida occasione di dialogo ed integrazione, non certo di scontro!...
giovedì 31 agosto 2017
MARTEDÌ 29 AGOSTO 2017
Anche nel M5S qualcuno di buono c'è...: “Difendiamo gli animali dagli animalisti”
A palle ferme (e spero fredde, ma con certa gente non si può mai dire), sento la necessità di una riflessione sulla recente fiammata anti-paliesca accesa da un parlamentare del M5S che ha chiesto ufficialmente al Governo l’abolizione del Palio di Siena.
Una necessaria premessa anzitutto: tutti noi, ordinari cittadini, siamo civilmente e fermamente contrari a qualsiasi forma di crudeltà e violenza, psichica o fisica, indebitamente e inutilmente inferta a qualsiasi animale.
Detto ciò, però, bisogna subito porsi la domanda: chi o cosa sono oggi gli animalisti? La risposta che mi sono data è che ormai con questo termine non si raffiguri più la grande e diffusa massa – alla quale pure il sottoscritto appartiene – di coloro che amano gli animali e non vogliono che siano sottoposti a maltrattamenti fisici o psichici. No, oggi gli animalisti sono esclusivamente i viscerali adepti di una sorta di fanatica setta dogmatica. E sulla definizione di “dogma” i dizionari sono tutti univoci, dandone più o meno questa definizione: “principio che si accoglie per vero o per giusto, senza esame critico o discussione, imposto ai credenti come articolo di fede”. Con simile gente ogni tipo di rapporto dialettico non è solo inutile, ma è anche dannoso, perché si rischierebbe di regalare loro un immeritato quarto d’ora di visibilità che altrimenti neanche si sognerebbero di avere. Infatti sono sempre e solo alla ricerca del coup de théătre. In Italia sono migliaia i cavalli degli ippodromi macellati ogni anno perché infortunati e/o scartati perché non abbastanza competitivi. Su ciò silenzio assoluto o quasi. Ma per il solo cavallo incidentato in Piazza del Campo sotto le telecamere di mezzo mondo si accendono i fuochi d’artificio.
Mi ero già occupato della questione nell’appendice al mio breve saggio “IL PALIO (o della libertà)”, ma la prima edizione è del 2002 e la seconda è del 2006, quando la situazione non era ancora così “calda”. Comunque la si può trovare qui: (attenzione: le statistiche si riferiscono al periodo pre-crisi: oggi quei valori possono essersi ridotti significativamente).
E nella stessa direzione andava un mio articolo su queste pagine esattamente di un anno fa, che potete trovare qui.
LA SOPPRESSIONE DELLE CORSE DEI CAVALLI CONDANNEREBBE DECINE DI MIGLIAIA DI CAVALLI AL MACELLO
Ma ora sento la necessità di approfondimenti su questo tema che, qui di seguito, cerco di illustrare nella stessa maniera confusa in cui mi vengono in mente (numero le considerazioni per far credere che un qualche ordine ci sia).
Se gli animalisti chiedono e ottengono la soppressione del Palio di Siena e delle altre manifestazioni più o meno analoghe, che succede poi? Di quei cavalli “disoccupati” pagheranno loro il mantenimento, finché morte non sopravvenga, o proporranno che questo costo sia posto a carico del contribuente, ossia anche di chi non è “animalista”? O, peggio ancora, se ne fregheranno del tutto per cui per qualche centinaio di cavalli che gira intorno a quelle manifestazioni non ci sarà altro destino che la macellazione? Un bel successo davvero per chi è capace di scandalizzarsi fino all’ossessione per un solo cavallo finito al macello perché incidentato al Palio: per salvare qualche cavallo da ipotetici incidenti futuri, si macellano subito tutti, compresi quelli che si voleva salvare dal futuro ipotetico incidente (ovviamente con l’eccezione dei cavalli del Palio di Siena che finiscono la loro carriera liberi nei pascoli, mantenuti dalla nostra comunità).
E se viene chiesta e ottenuta l’abolizione del Palio e delle altre corse analoghe, mica si continueranno a tollerare, vero?, le corse dell’ippica e i concorsi ippici, dove la mattanza equestre raggiunge vette vertiginose: migliaia di cavalli – circa il 90% dei nati – consegnati ogni anno al coltellaccio della squartatore perché infortunati o, peggio ancora, perché non abbastanza competitivi (ma che differenza fa?). Anche in questo caso il costo astronomico per il mantenimento di alcune decine di migliaia di cavalli diventati inutili a chi farà carico? Alla caritatevole, straordinaria sensibilità degli animalisti o al solito Pantalone? Oppure lo scopo di questi signori era solo quello di vincere la battaglia per motivi di principio (tipico atteggiamento di ogni fanatica setta dogmatica) dopodiché il problema non è più tale e quelle decine di migliaia di cavalli, già da loro amatissimi, possono tranquillamente finire in macelleria? Chi disse che il ”troppo amore” può uccidere più dell’odio?
L’ “AMORE” DEGLI ANIMALISTI ARRIVA FINO ALLE ZANZARE?
Ma gli animalisti non sono tutti così ottusi. Qualcuno lo è anche di più. Le loro frange più estreme e “intelligenti” hanno una risposta anche per questo problema: liberare in natura tutti questi animali lasciandoli ovviamente anche liberi di riprodursi. Si pensi solo ai danni che qualche migliaio di cinghiali caprioli e cervi già producono nelle zone temperate come l’Italia, quelle zone ossia dove si pratica l’agricoltura per la sopravvivenza dell’uomo, e immaginiamoci per un solo momento cosa succederebbe se vi si immettesse anche qualche decina di migliaia di cavalli, animali celebri per avere cinque bocche: una ogni zoccolo e una sul muso. Un’ideona: salvare i cavalli per far morire di fame l’uomo! Senza contare che nessun erbivoro in natura muore di morte naturale, ma tutti (tutti!), non appena un incidente o l’età ne riducono la capacità di fuga, finiscono divorati vivi (vivi!) dai carnivori predatori. Come risultato non c’è davvero male per gente che a ogni piè sospinto si autoproclama caritatevole difensore dei cavalli dalla brutalità umana!
Gli animali del nostro pianeta si classificano in una lunga scala che va dalla balenottera azzurra (il più grande di tutti: 180 tonnellate) per arrivare, diciamo, alla minuscola drosofila o moscerino della frutta (misurabile in frazione di milligrammo). Sarebbe interessante sapere a quale livello gli animalisti pongono l’assicella per separare da tutti gli altri quegli animali che meritano la loro protezione, ossia quali loro hanno deciso essere soggetti senzienti (capaci di provare sentimenti e dolore) e quali no. Non è una questione di lana caprina perché l’ala estrema del fanatismo animalista, i vegani, non solo non mangia carne, e non solo non mangia neanche i derivati come uova, latte e latticini, miele ecc., ma neanche si veste di pellicce e pelli animali (scarpe, cinture ecc.) né di lana o seta. La cosa vuol dire che anche i bachi da seta rientrano nella lista. Ma allora si deve pensare che pure le zanzare e ogni altro insetto molesto rientri tra le specie “protette”. Protette”!? Protette un cavolo! Perché se tutti ci comportassimo da vegani fondamentalisti – come loro vorrebbero – in tempo di una mesata bovini, ovini, maiali, conigli e pollame e anche i bachi da seta, ossia tutti gli animali oggetto del loro straordinario amore, scomparirebbero in una immane ecatombe, barbaramente massacrati e cremati. Quando l’amore è troppo è troppo.
L’INTERA SPECIE OVINA POTREBBE SPARIRE DALLA FACCIA DELLA TERRA
La cosa mi riporta alla mente le campagne contro la tradizione che vuole gli agnellini sacrificati per la tavola pasquale. Sembra che nessuno abbia riflettuto sul fatto che nessuna azienda dell’ovinicoltura potrebbe affrontare un futuro senza più il ricavato della vendita degli agnelli, perché la sola produzione di lana e latte non sarebbe in grado di sostenere l’impresa. Anzi, la sola produzione di lana, visto che se non nascono gli agnelli non c’è neanche produzione di latte (a meno di far nascere gli agnelli e poi ammazzarli subito, sennò diventerebbero adulti e il gregge vedrebbe pressoché raddoppiati i propri capi il primo anno, quadruplicati il secondo e così via). Ergo l’intera popolazione ovina del pianeta, ossia centinaia di milioni di capi, verrebbe necessariamente sterminata. Insomma, quello che i fanatici fondamentalisti dell’ISIS vorrebbero fare a tutta la specie umana, gli animalisti riuscirebbero a farlo, ma con molto amore, a diverse specie animali (sempre che non si preveda l’aberrante proposta di restituirle tutte libere alla natura nelle zone temperate del pianeta, come i cavalli di cui prima).
Ancora a proposito di cavalli. C’è una corrente importante del fanatismo animalista che vuole non solo l’abolizione dei circhi e degli zoo perché gli animali vi sono sottoposti a stress tremendi (è vero) per divertimento degli umani (è pure vero), ma, coerentemente e per lo stesso motivo, vuole anche proibire l’uso del cavallo a titolo privato (non agonistico) nelle passeggiate o nell’escursionismo a scopo di diletto dell’uomo. In Italia sarebbero altri 200 o 300mila cavalli (non esistono statistiche ufficiali) che andrebbero ad aggiungersi alle decine di migliaia che abbiamo ricordato sopra: o macellati o messi in libertà nei nostri campi.
IL CINISMO DEI CAPI E LA DABBENAGGINE DEGLI ADEPTI
Per concludere: non c’è una sola proposta o pretesa del fanatismo animalista che, come ogni altra setta fondamentalista, non sia foriera di lutti e orrori. Dovunque si giri lo sguardo è la stessa cosa. Si pensi all’abolizione della corrida (decine di migliaia di capi della razza Miura eliminati) o ai rodei equestri in Nord e Sud America, o alle corse dei cammelli (o anche al loro semplice uso nel trasporto di persone e cose) dei nomadi del deserto, o ai cani da slitta degli eschimesi (e magari anche a quelli poliziotto o quelli dei ciechi, quelli da valanga e quelli da terremoto e, perché no?, quelli da guardia e quelli da compagnia). La dabbenaggine di chi aderisce in buona fede a certi movimenti è pari alla disonestà, cinismo, protervia e ipocrisia di chi li guida, che sa bene come stanno le cose. Ma ogni mezzo è buono, anche il più scellerato, per raggiungere il fine, ossia la visibilità, la notorietà e, purtroppo, anche il potere politico. Roba da riaprire, per certa gente, le porte del manicomio e chiudere quelle del Parlamento.
Dimenticavo: se l’aberrante programma animalista avesse intero successo, a occhio e croce più di un miliardo di esseri umani direttamente o indirettamente sarebbe ridotta in miseria o peggio. Ma chi se ne frega: sono solo uomini, donne, bambini e vecchi, mica animali. Chapeau!
Mauro Aurigi (consigliere comunale del M5S)
Fonte: www.ilcittadinoonline.it
alle ore 09:32:00 Nessun commento:
MERCOLEDÌ 30 AGOSTO 2017
FILIPPI, FederFauna: "Non limitare la caccia non e' affatto un regalo ai cacciatori. Limitarla sarebbe fare un regalo agli animalisti"
"Non limitare la caccia non e' affatto un regalo ai cacciatori. Limitarla sarebbe fare un regalo agli animalisti. Quelli che, parlando di incendi, hanno contato, non si sa come, la morte di 40milioni di animali. Se facciamo due conti, vista la totale superficie agro-silvo-pastorale, vorrebbe dire che ci sono 5miliardi di animali. Mi sembra che qualcuno stia dando un pochino i numeri!..."
Lo ha dichiarato il Segretario Generale di FederFauna Massimiliano Filippi alle telecamere del TG5, durante il servizio di Maria Luisa Cocozza, intitolato "Rimandare la caccia per incendi e siccita'?", andato in onda il 29/08 alle ore 20.00.
In questi giorni, infatti, come ogni anno all'avvicinarsi della stagione di caccia, le solite associazioni animaliste hanno chiesto alle Istituzioni di limitarne l'esercizio, questa volta in considerazione delle particolari condizioni climatiche e ambientali (caldo e incendi); richiesta sostenuta quest'anno anche dall'ISPRA, l'istituto di ricerca ministeriale coi ricercatori precari sempre pronti allo sciopero e a salire sui tetti.
Filippi, intervistato, ha spiegato che non ci sono le condizioni per chiedere un posticipo della stagione venatoria; che le estati calde e con poche precipitazioni non compromettono il buon esito delle covate, anzi, lo favoriscono; che la tortora africana si chiama cosi' proprio perche' in questo periodo migra in Africa, dove trova un clima ancor piu' arido (questa parte non e' stata trasmessa) e, soprattutto, che le associazioni animaliste "danno i numeri": essendo infatti note sia la superficie agro-silvo-pastorale nazionale totale, che la percentuale di essa andata a fuoco, se come sostenuto dagli animalisti in quest'ultima fossero morti 40milioni di animali selvatici, significherebbe che nella restante ce ne sono circa 5miliardi. Attenzione a non pestare la coda a un cinghiale quando prendete l'autobus!...
martedì 4 luglio 2017
LUNEDÌ 26 GIUGNO 2017
REGIONE LAZIO: STAGIONE VENATORIA AL VIA DAL 17 SETTEMBRE
La stagione venatoria nel Lazio si aprirà il prossimo 17 settembre e si concluderà il 10 febbraio 2018, con due giornate di preapertura, il 2 e il 10 settembre 2017 (dalle ore 5,35 alle ore 19,40).
Anche quest’anno il calendario venatorio prevede le preapertura per 5 specie, Cornacchia Grigia, Ghiandaia, Gazza, Merlo e Tortora che potranno essere cacciate nei giorni 2 e 10 settembre esclusivamente da appostamento fisso o temporaneo, senza l’ausilio del cane. Il limite di carniere giornaliero, per ciascun cacciatore è di venti capi complessivi, di cui non più di cinque capi per merlo e tortora.
Apertura generale
Questi i principali periodi di caccia:
Quaglia e Tortora dal 17 settembre al 30 ottobre
Lepre dal 17 settembre al 10 dicembre
Fagiano e Coniglio selvatico dal 17 settembre al 31 dicembre
Alzavola, Canapiglia, Codone, Fischione, Germano Reale, Marzaiola, Mestolone, Moriglione, Folaga, Gallinella d’acqua, Porciglione, Pavoncella, Beccaccino e Volpe dal 17 settembre al 31 gennaio
Merlo dal 20 settembre al 31 dicembre
Allodola dal 1° ottobre al 31 dicembre
Beccaccia, Cesena, Tordo bottaccio e Tordo sassello dal 1 ottobre al 20 gennaio
Colombaccio, Cornacchia Grigia, Ghiandaia e Gazza dal 1° ottobre al 31 gennaio e dal 1° al 10 febbraio esclusivamente d’appostamento (carniere massimo colombaccio 5 capi)
Starna dal 1° ottobre al 31 gennaio (con limitazioni)
Il Cinghiale
Per quanto riguarda la caccia la cinghiale si potranno usufruire di un totale di 41 giornate giornate di caccia. In forma collettiva sarà possibile cacciare il cinghiale dal 1° ottobre al 31 gennaio, nelle seguenti giornate:
Ottobre il 1, 8, 15, 22, 29
Novembre il 1, 4, 5, 11, 12, 18, 19, 25, 26, 29
Dicembre il 2, 3, 6, 9, 10, 13, 16, 17, 20, 23, 27, 30, 31
Gennaio il 3, 6, 7, 10, 13, 14, 17, 20, 21, 24, 27, 28, 31
In forma singola, invece, la caccia al cinghiale è consentita dal 1° novembre al 31 gennaio per tre giorni a settimana a scelta del cacciatore.
martedì 23 maggio 2017
VENERDÌ 19 MAGGIO 2017
Traffico illegale di animali dall'estero. Filippi (FederFauna) smonta i dati delle associazioni animaliste
E' andata in onda questa mattina sul GR1 delle 8.00 l'intervista di Paola Cortese al Segretario Generale di FederFauna Massimiliano Filippi, sul tema del traffico di cuccioli.
Il servizio e' iniziato citando gli allarmistici dati sul fenomeno forniti dalla Lav, che Filippi ha prontamente smontato: "trattandosi di fenomeno illegale, non si possono avere dei numeri certi"- ha spiegato.
Poi ha aggiunto: "le associazioni animaliste tendono a sovradimensionare il fenomeno, ma poi vediamo nei fatti che gran parte dei sequestri effettuati negli anni scorsi si sono trasformati in assoluzioni". Evidentemente non si trattava affatto di traffici illeciti, ma di normale e legale commercio.
Infatti, almeno fino ad ora, i controlli vengono fatti soprattutto sul commercio legale. Ben sanno gli importatori regolari, che FederFauna difende, quante volte sia stato piu' facile fermare un furgone con un carico noto, lungo un percorso noto e sequestrare gli animali semplicemente ipotizzando la giovane eta' dei cuccioli, non dimostrabile, e quanto sia difficile, invece, trovare chi davvero opera totalmente nel sommerso. "I trafficanti veri, che passano con i cani nel bagagliaio della macchina, non li ferma nessuno" ha fatto notare Filippi.
Cosi', ha proseguito: "il commercio legale e' andato calando perche' e' diventato antieconomico e non regge la concorrenza del mercato illegale", mentre per risolvere il problema si dovrebbe ribaltare la situazione attuale. "La legalita', per essere perseguibile e perseguita, deve essere sostenibile"- ha concluso il Segretario di Fe
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