CIRCOLO CONFAVI-ACR DI VALMONTONE, PRONTO IL PROGRAMMA DELLE OFFERTE FORMATIVE PER GLI APPASSIONATI DELLA RURALITA', DELLA CACCIA PESCA E DELLA CULTURA RURALE. ISCREIVITI AD ACR!

venerdì 9 gennaio 2015

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FEDERFAUNA LAZIO: Roma, Variazioni colturali 2014, aggiornate le pa...

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: Roma, Variazioni colturali 2014, aggiornate le particelle del Catasto terreni. In Gazzetta Ufficiale tutti i Comuni interessati E’ co...

Ecco dove finiscono la maggior parte dei soldi stanziati dal comune 

 Onlus sì, ma con 100 dipendenti che - nel caso dei quadri - guadagnano fino a 5.052,18 euro al mese. Lo stipendio più basso, del resto, è di 1.022 euro per un impegno di tre giorni su sette e 12 ore settimanali. Nel 2015, poi, si prevedono ulteriori scatti di anzianità per tutti. Il «caso contratti» sottoscritti da Avcpp (associazione volontari canili di Porta Portese) che per conto del comune di Roma gestisce i rifugi pubblici è emerso in seguito alla pubblicazione del bando, poi congelato, che per la prima volta dal ’97 avrebbe stoppato l’affidamento diretto del servizio ad un solo soggetto, Avcpp appunto, convenzionato dai tempi di Veltroni: 335mila euro mensili, per un totale di 4 milioni di euro all’anno che, ora è evidente, finiscono per la quasi totalità nelle tasche dei dipendenti.

Il nodo degli stipendi acquisisce importanza alla luce della manifestazione di interesse che il dipartimento Ambiente aveva pubblicato il mese scorso per la gestione di canili e oasi feline del comune di Roma cioè Muratella (600 cani circa, anche se l’autorizzazione sanitaria prevede un tetto di 399), canile di Vitinia-ex Poverello (200 posti), canile di Ponte Marconi-ex Cinodromo (250 posti) e Porta Portese (250 posti). Anche questo bando, come molti altri toccati dall’inchiesta «Mafia Capitale», è stato sospeso per verificare la regolarità delle procedure vista anche la partecipazione della coop 29 giugno di Buzzi, in ogni caso il dato che ha preoccupato non poco i concorrenti è come detto quello relativo al personale. Qualora a Muratella, dove Avcpp ha concentrato il maggior numero di «volontari», dovesse subentrare un nuovo gestore, che si fa con questi numeri? Dall’assessorato all’Ambiente avrebbero risposto che «le unità necessarie saranno mantenute, in alternativa si dovrà aprire la trattativa sindacale».

Sul piano pratico, le anomalie sono almeno due. La prima riguarda l’entità degli stipendi, lordi, già rinvigoriti dal doppio rinnovo del contratto collettivo nazionale delle cooperative sociali (luglio 2008 e gennaio 2012) e - come specifica la stessa Avcpp nel bilancio - in odore di nuovi scatti di anzianità nel 2015: 4.873 euro, 5.052 euro, 4.681 euro, 3.211 euro, 3.650 euro, quelli inferiori ai 2.500 si contano sulle dita di una mano. Cifre che stridono con lo spirito con cui la onlus promuove le sue attività: «L’Avcpp è una associazione di volontariato onlus che non ha fini di lucro o di impegno politico, ha il solo scopo di garantire il benessere degli animali ospitati nei canili, migliorandone le condizioni di vita». Così si arriva al secondo punto, la sproporzione tra risorse destinate al mantenimento degli animali e quelle invece investite in stipendi. Attualmente, fonti comunali, Avcpp si occupa della cura di circa 650 cani, poco più di 500 a Muratella, 90 a Ponte Marconi e 60 a Vitinia: considerando una spesa di 4,50 euro al giorno per ogni animale, somma che per esempio viene riconosciuta agli altri privati convenzionati con l’amministrazione, il totale si fermerebbe a 87mila euro al mese, circa un quarto di quanto invece continua ad essere ela argito ad Avcpp, 335mila euro mensili in regime di affidamento diretto di cui - è scritto nero su bianco - i dipendenti si «mangiano» la fetta più grossa, almeno 250mila euro considerando uno stipendio medio di 2.500, all’anno più di 3 milioni.

Sbilanciamento certificato, ricordiamo, nei rendiconti della onlus, che annotavano appena 296mila euro all’anno per l’acquisto di cibo o 8mila 800 euro per le spese promozionali a favore delle adozioni.


Fonte (http://www.iltempo.it/)
Autore: Erica Dellapasqua
http://www.iltempo.it/roma-capitale/2014/12/20/stipendi-d-oro-nei-canili-pubblici-a-fido-fanno-rosicchiare-solo-l-osso-1.1359831

martedì 23 dicembre 2014

AUGURI!! PER NATALE..PIU' CULTURA RURALE!

Visto che la recente proposta di alcuni animalisti, di eliminare le pecorelle dal presepio e' stata giustamente condannata e derisa da tutti, ancor prima che potessero avanzare anche quella di convertire alla trazione elettrica la slitta di Babbo Natale per non sfruttare le renne, ho pensato, in occasione degli auguri di Natale, di proporVi alcune mie riflessioni.


Qualche tempo fa, ho partecipato a Milano ad un workshop sul mercato della pellicceria durante il quale ho sentito diverse posizioni che mi hanno fatto riflettere. Mentre uno dei relatori sosteneva che una comunicazione pubblicitaria che scolleghi l'immagine del prodotto "pelliccia" da quella dell'animale "fonte" puo' aiutare a superare eventuali barriere etiche instillate nei consumatori dalla propaganda animalista, un partecipante e' intervenuto facendo notare che avviene esattamente il contrario: nel momento in cui il consumatore non associa piu' il pelo all'animale perde una certezza e si apre uno scenario in cui una propaganda efficace puo' convincerlo che ne esistono di alternative. Anche se cio' e' falso (nella realta' non c'e' alternativa!), diventa possibile fargli credere che un prodotto della natura, com'e' appunto il pelo, non sia naturale solo perche' e' lavorato dall'uomo e che sia una "pelliccia", addirittura "ecologica", una fibra sintetica, un pezzo di plastica derivato dal petrolio. 

L'intervento e' stato premiato dagli applausi (anche il mio) in quella sede, ma e' premiato nella realta' di tutti i giorni dai numeri, visto che la domanda di pellicce continua a crescere, soprattutto in Paesi dove la gente ha ben chiaro che la pelliccia la fanno gli animali e non il petrolio… 

Cio' non toglie che la propaganda animalista degli ultimi trent'anni, che ha fatto e fa molta presa su media che guardano allo scoop (a volte tanto da costruirlo, visto il  tornaconto che porta), e su politici che hanno perso il contatto con la realta', ma sono in cerca di visibilita', di danni ne abbia comunque fatti e continui a farne, soprattutto ai comparti produttivi. E la colpa in parte e' anche nostra… 

Ho cominciato a pensare al mercato della carne: quando ero bambino c'erano le macellerie con l'insegna sovrastata da una testa di bovino e sulle pareti piastrellate quadri che mostravano gli animali sezionati, alcune esponevano addirittura foto della macellazione; alla tv l'attrice Ave Ninchi si mangiava il pollo, non "oggetti" informi dai nomi fantasiosi come panatine, croccantine, sofficini, bastoncini, ecc. Poi e' scomparso tutto: il politically correct ha ritenuto che le immagini della realta' potessero urtare la sensibilita' di qualcuno e le ha via via cancellate, indebolendo nelle persone la percezione che quanto finisce nel piatto un giorno camminava, fino a cancellarla… Guarda caso in questi anni si sono affermati in modo esponenziale cibi alternativi, vegetariani  e vagani… Sono davvero alternativi alla carne? No!, ma una propaganda efficace puo' farlo credere, tolta di mezzo la certezza che la carne venga da animali appositamente allevati ed uccisi e non dai dischi volanti. Mi fa sorridere pensare che trent'anni fa (o forse quaranta) la tv dava un cartone animato in cui i vegani erano gli extraterrestri cattivi che volevano invadere la Terra: era premonitore!...

Stessa cosa vale per il latte: chi non ha avuto la fortuna di potersi andare a prendere il latte direttamente nella stalla si fermava al cancello con i bottiglioni vuoti a ritirare quelli pieni e vedeva comunque con i suoi occhi che il latte era tirato dalle mammelle della vacca. Oggi dal tetrapak e' scomparsa addirittura l'immagine della vacca e ci sono consumatori che pensano che un latte parzialmente scremato o scremato, da cui cioe' sono stati tolti tutti o quasi i nutritivi, valga di piu' di uno intero, perche' reputa quest'ultimo "troppo grasso". Pochi giorni fa una signora mi ha detto che comprerebbe subito un latte a zero grassi; io le ho spiegato che sarebbe praticamente acqua con un po' di calcio e poco altro. Poi ho scoperto che la signora non sapeva che la vacca fa il latte solo se partorisce il vitello, per il quale il latte e' il primo alimento, che quindi deve essere sostanzioso; in compenso ricordava bene le pubblicita' sul "rischio colesterolo"… 

Ho ripensato al piumino, di cui ho gia' parlato in passato. Nelle nostre campagne le oche venivano avvolte con un panno caldo per far aprire meglio i pori della pelle prima di essere spiumate, senza anestesia, preanestesia e pure senza disinfettarle dopo, ma non si scandalizzava nessuno, perche' tutti sapevano/vedevano che l'oca il piumino lo rifaceva di nuovo, tutti sapevano/vedevano che il piumino tolto all'oca viva e' qualitativamente migliore di quello tolto all'oca morta, tutti capivano che se uccidi l'oca il piumino non lo fa piu'. Oggi molti non capiscono nemmeno che tante oche sono vive e lo saranno anche domani solo perche' noi utilizziamo il loro piumino e si indignano per le oche della Gabanelli e la Giannini spiumate in tv…

Ho pensato, in fine, ai cani e ai gatti, ai quali la societa' attuale ha progressivamente fatto perdere quasi totalmente le funzioni di utilita' per l'uomo, dicendo di volerli elevare a qualcosa in piu' di cio' che sono in realta', ma di fatto condannandoli: non c'era randagismo quando il cane serviva a far la guardia e il gatto a cacciare i topi!...

Per fortuna, pero', un po' di luce in fondo al tunnel comincia a vedersi: i ricercatori, ad esempio, che da sempre sono vittime di una propaganda animalista fatta di slogan, disinformazione e foto shoccanti (spesso false), contro la "vivisezione", hanno cominciato a fare informazione anche verso il grande pubblico, a mostrare le foto vere dei laboratori, le foto vere degli animali utilizzati nella sperimentazione ed anche quelle delle tante, tantissime persone alle quali il progresso medico, ad essa legato, ha migliorato, quando non addirittura salvato, la vita, e l'opinione di molti e' radicalmente cambiata.

E questo non vale solo per un settore come la salute, alla quale piu' o meno tutti siamo molto sensibili.

Per quanto riguarda l'abbigliamento, la Moncler, l'azienda che era stata messa alla gogna dal servizio tv sui piumini, e' intervenuta tempestivamente, riuscendo a smorzare subito l'indignazione montata ad arte contro di lei, dimostrando che aldila' delle fluttuazioni dei titoli in borsa la gente i capi in piuma li compra e li indossa volentieri, ma soprattutto che e' premiante, se si produce e si vende tali capi, scriverci sopra "vera piuma"!

Per il Food, la catena Roadhouse Grill, in cui il marketing si preoccupa molto di far associare al consumatore cio' che c'e' nel piatto con l'animale da cui esso deriva, e' una di quelle che sta meglio fronteggiando la crisi della ristorazione. In generale tutti i ristoranti con la cucina a vista sono quelli che vanno meglio…

Ed anche Mc Donald's, con i suoi hamburger e nugget, si e' accorta di aver riconquistato fette di mercato che aveva perso proprio pubblicizzando che nei suoi nugget c'e' davvero il pollo. Sono anche ricomparsi i quadri con gli animali sezionati nei punti vendita…

Probabilmente, quindi, gli animalisti mentono sapendo di mentire anche quando sostengono che "se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani". Infatti, nel concreto hanno cercato e tutt'ora cercano in tutti i modi di ostacolare o far vietare alle persone, soprattutto ai bambini, qualsiasi interazione con gli animali (anche la semplice visione) che non sia da loro "filtrata" e "manipolata" in funzione della loro propaganda. Mentre bambini liberi, come i miei, nati e cresciuti in campagna, mangiano senza problemi il pollo o il coniglio con cui hanno giocato fino al giorno prima, anzi, lo mangiano piu' volentieri se hanno collaborato a catturarlo nella corte e a macellarlo. E non vi dico i pesci che pescano loro dal laghetto o gli uccelli abbattuti a caccia che sono andati loro a raccogliere: tormentano mia moglie fino a che non glieli cucina e poi si leccano i baffi…

Credo quindi che l'augurio migliore che possa fare a tutti per questo Natale, ma anche per i prossimi, sia di riuscire a rispolverare e rivalorizzare le nostre radici, la nostra Cultura Rurale. Ne va della nostra Salute, del nostro portafoglio, della nostra Liberta'.

Buone Feste!

Massimiliano Filippi
Segretario Generale FederFauna